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Chi siamo

Kibarè - Cooperazione con il Burkina Faso

La nostra storia

L’Associazione Kibarè Onlus nasce a Como nel marzo 2013 per iniziativa di un gruppo di operatori, medici e volontari con competenze in cooperazione internazionale, mirata all’infanzia e al sostegno delle famiglie in difficoltà.

Kibarè significa, nella lingua dell’etnia Mossi (la più numerosa e antica nel Paese), “COME STAI?” per esprimere, con semplicità e in modo diretto, quanto all’Associazione stia a cuore il benessere e la dignità della popolazione burkinabè.

L’Associazione si occupa di adozioni a distanza, progetti mirati all’istruzione, alla alimentazione, alla salute e alla formazione professionale.

Opera solo ed esclusivamente in Burkina Faso, Paese nel quale i soci fondatori hanno promosso e finanziato negli ultimi venti anni, in collaborazione con varie Ong italiane, numerosi progetti finalizzati al sostegno dei diritti dei minori alla famiglia, alla salute, all’istruzione, acquisendo un’approfondita conoscenza della realtà del Paese e rapporti di collaborazione e fiducia reciproca con le autorità locali.

E’ quindi un’Associazione giovane che riunisce, aggrega e rinnova, trasformando in entusiasmo ed energia positiva, le esperienze consolidate di persone di diverse età e competenze.

Ideali, valori e principi di uguaglianza e giustizia sociale infatti, se condivisi e partecipati, consentono di camminare fianco a fianco con obiettivi comuni da perseguire, prescindendo da qualunque differenza di età, cultura, professione e religione.

I nostri principi ispiratori

Profondamente convinti che una crescita significativa dei Paesi dell’Africa possa avvenire soltanto attraverso un capillare accesso all’istruzione e una consapevolezza culturale delle proprie risorse da parte delle nuove generazioni, ci impegniamo a promuovere per i bambini del Burkina Faso percorsi di studio e formazione che non si limitino alla semplice alfabetizzazione ma che possano garantire loro gli strumenti per diventare adulti socialmente attivi nel loro Paese, desiderosi di impegnarsi affinché il continente in cui sono nati e cresciuti possa acquisire la forza per affrancarsi dagli aiuti esterni di vecchi e nuovi colonizzatori e costruirsi l’autostima necessaria per perseguire tenacemente un’indipendenza con radici solide e durature nel tempo.

Dalle parole di Thomas Sankarà, Presidente del Burkina Faso dal 1983 al 1987, assassinato dopo soltanto tre anni di mandato, derivano i nostri ideali e la nostra operatività:

“Abbiamo scelto di rischiare nuove vie per giungere ad una maggiore felicità. Abbiamo scelto di applicare nuove tecniche e stiamo cercando forme organizzative più adatte alla nostra civiltà, respingendo duramente e definitivamente ogni forma di diktat esterno, al fine di creare le condizioni per una dignità pari al nostro valore. Respingere l’idea di una mera sopravvivenza e alleviare le pressioni insostenibili; liberare le campagne dalla paralisi e dalla regressione feudale; democratizzare la nostra società, aprire le nostre anime ad un universo di responsabilità collettiva, per osare inventare l’avvenire.”

Struttura organizzativa

L'attuale composizione e struttura organizzativa, nonché organigramma dell’Associazione Kibarè onlus è così composto:

   
Assemblea dei soci  
   
Presidente   Ermanno Taboni
   
Vice Presidente  Claudio Bonacina
   
Tesoriere  Elisabetta Piro
   
Consiglieri  Francesca Maternini
 

Valentina Di Graci

  Fabrizio Ciarmiello
  Cecilia Lindenberg
   
Responsabile operativo Olivia Molteni Piro
   
Segreteria Luciana Milanesi

Dove operiamo

Il Burkina Faso, già Repubblica dell’Alto Volta, è un Paese dell’Africa occidentale situato a sud del deserto del Sahara, considerato, secondo i rapporti delle Nazioni Unite del 2019, al 182 esimo posto su 189 Paesi per indice di sviluppo umano. Il 55% della popolazione, che ammonta a circa 20 milioni di abitanti, vive con meno di 1,50 dollari al giorno, il tasso di disoccupazione è del 77%, il tasso di alfabetizzazione solo del 28%.
Circondato da Mali, Niger, Benin, Togo, Ghana e Costa d’Avorio, il Burkina Faso resta “inglobato”, senza alcuna possibilità di accesso al mare e senza alcun contatto con le più importanti rotte commerciali trans-sahariane.

È una repubblica, dapprima colonia Francese che ottenne l’indipendenza dalla Francia nel 1960.

Il nome attuale, Burkina Faso, fu istituito il 4 agosto 1984 dal Presidente rivoluzionario Thomas Sankarà e significa, fondendo le due principali lingue locali dell’etnia Mossi e dell’etnia Dioula: la “Terra degli uomini integri”.

Circa il 50% della popolazione è di fede islamica e il 50% cristiana, con forti influenze delle religioni tradizionali animiste. La lingua ufficiale del Paese è il francese, ma quella più parlata è la Lingua Moré. Si contano inoltre ben 67 lingue locali e dialetti.

Quasi completamente privo di materie prime e risorse naturali, il Burkina Faso ha una superficie di 275.000 chilometri quadrati e il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, caratterizzato per lo più da praterie semi aride; l’aspetto morfologico presenta un vasto altipiano granitico inclinato da Nord a Sud.

Il Plateau Mossi, così definito perché prevalentemente abitato dall’etnia Mossi, la più antica e peculiare del Paese, si estende nella zona centro-nord del Burkina Faso. Accoglie però anche abitanti appartenenti ad etnie differenti tra le quali alcune nomadi, che, grazie alla buona convivenza, hanno acquisito una parziale stanzialità.

La popolazione burkinabè vive ancora in condizioni di elevata povertà. Il 90% della popolazione attiva è impegnato nell’agricoltura di sussistenza che costituisce la base dell’economia del Paese. Tale attività produttiva è fortemente condizionata però dalle condizioni climatiche e, soprattutto al Nord, dal fenomeno della desertificazione che inaridisce e rende poco produttivo il terreno.

Nonostante alcuni passi avanti siano stai fatti durante l’ultimo decennio, in termini di promozione dei diritti sociali essenziali (educazione, sanità, acqua potabile, nutrizione, igiene), il Burkina Faso ha ancora indicatori sociali veramente preoccupanti: il tasso di crescita rapido della popolazione (2,8% annuo), unito ad un tasso di produttività del lavoro agricolo molto basso, riduce gli effetti positivi delle già scarse politiche governative.

Gli indicatori sociali rivelano il reale livello in cui la popolazione burkinabè vive:

Aspettativa di vita per un adulto: 47 anni
Tasso di scolarizzazione al 41%
Mortalità infantile elevata (ben oltre il 5%)
Livello di soddisfazione alimentare bassissimo (230kcal contro le 2500 kcal richieste
)

In questo contesto altamente problematico la condizione delle donne e dei minori, categorie sociali già penalizzate in qualunque contesto, è ancor più precaria. Ed è a loro che Kibarè vuole offrire gli strumenti necessari per uno sviluppo consapevole al fine di migliorare le condizioni di vita nel pieno rispetto della loro identità, della cultura alla quale appartengono e delle tradizioni alle quali sono fortemente legati.

Statuto

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